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Va in scena “Allenarsi per il futuro. Il Lavoro è un gioco da bambini

ROMA – Fa tappa a Roma, presso l’Università John Cabot, la conferenza-spettacolo ‘Allenarsi per il futuro. Il Lavoro è un gioco da bambini’. Rivolta a giovani, meno giovani e a tutti quelli che hanno la consapevolezza che, per la lunga gara che è la vita, l’allenamento deve essere costante.

Tratto dall’omonimo saggio scritto a quattro mani da Stefano Cianciotta e Pietro Paganini per raccontare agli studenti delle scuole secondarie e delle università italiane cosa e come potrebbe diventare la scuola e l’università di oggi, lo spettacolo – che ha già fatto tappa nei teatri di Ascoli Piceno, Pescara e Teramo – sarà un viaggio itinerante in tutta Italia.

“Non è stata pensata per essere una predica o una pedante lezione di economia, ma uno sprone a capire quanto sta avvenendo intorno a noi. Vogliamo incoraggiarci e incoraggiare le persone a tornare ad essere quelli che eravamo da bambini, curiosi, creativi e intraprendenti: tre caratteristiche fondamentali che guidano l’apprendimento di un bambino e che lo portano ad imparare a camminare, a parlare, a scrivere” – affermano Pietro Paganini e Stefano Cianciotta autori dell’omonimo libro dal quale è tratto lo spettacolo.

La classicità del teatro mescolata all’innovazione, la multidisciplinarietà e i linguaggi apparentemente così diversi, rendono “Allenarsi per il futuro” una sintesi inedita fra arte e divulgazione. Un comico, Pietro Sparacino, e due professori universitari, Stefano Cianciotta e Pietro Paganini. Questo lo strano trio di attori che darà voce e corpo alla conferenza-spettacolo. Due professori universitari nei panni degli attori che, utilizzando la forza comunicativa del teatro, portano in scena l’adattamento del loro libro, ‘Allenarsi per il futuro, Idee e strumenti per il lavoro che verrà’.

E Sparacino che approfondirà i temi trattati dai professori da un punto di vista diverso, mettendo le tematiche dello spettacolo sotto la lente di ingrandimento impietosa della satira. Il linguaggio diretto, asciutto e informale, mette immediatamente attori e spettatore sullo stesso piano e la rottura della quarta parete e l’interattività renderanno lo spettatore protagonista del viaggio nel quale i performer lo accompagneranno. Alcuni spettatori verranno coinvolti in giochi ed esperimenti sul palco e il testo verrà accompagnato da contributi video che faranno da sfondo e da cornice ai vari momenti dello spettacolo.