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‘Benvenuti a casa mia’, al Rock in Roma la ‘festa’ di Daniele Silvestri

ROMA – Una serata di festa la seconda del Poste pay Rock in Roma a Capanelle. Non si potrebbe definire altrimenti, quella con cui ieri sera Daniele Silvestri ha accolto i circa 5mila accorsi alla tappa capitolina del suo tour. Tra sorrisi, racconti, sketch, e, ovviamente, buona musica, il cantautore romano ha ripercorso i suoi quasi 25 anni di carriera. Lo ha fatto riproponendo tutti i pezzi storici (alcuni mai cantati dal vivo) che lo hanno reso ormai un’icona dalla musica romana e non solo, ma anche presentando sul palco del rock in Roma, chi in questi anni lo ha accompagnato “per una parte importante” se non “per tutto” il suo percorso artistico e di vita”.

Poco prima delle 22 ecco l’ingresso di Daniele – accompagnato per l’occasione da una super band di 9 musicisti: Piero Monterisi (batteria), Gianluca Misiti (tastiere), Gabriele Lazzarotti (basso), Duilio Galioto* (*tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Daniele Fiaschi (chitarre), Marco Santoro (tromba e ai cori), Adriano Viterbini alle chitarre e Ramon Jose Caraballo Armas alla tromba e percussioni – che saluta tutti con un caloroso “benvenuti a casa mia..casa nostra”, preludio appunto al singolo, ‘La mia casa’, uno dei brani tratti dall’apprezzatissimo da critica e pubblico, ‘Acrobati’. Da lì è un susseguirsi di nostalgici salti indietro e ritorni al presente. Il tutto accompagnato da contributi video, come per ‘L’uomo col megafono’ o ‘Le cose che abbiamo in comune’, che ritraggono un giovanissimo Silvestri, nel lontano 1995, a San Remo prima e al Festivalbar poi. E ancora, ‘Salirò’ (guest star, Lillo che, orfano di Greg, ha ballato e scherzato con l’amico ed ex compagno di scuola Daniele), la ‘Paranza’, ‘Gino e l’Alfetta’, fino a ‘Datemi un benzinaio’, una delle prime canzoni del cantautore dedicata al fonico Gianluca Vaccaro, recentemente scomparso. “Un amico, un compagno di viaggio. Con lui abbiamo fatto il disco con Max e Niccolò (Gazzè e Fabi, ndr), ha cresciuto tanti di noi, ricordarlo era inevitabile”.

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Quindi la dedica commossa alla moglie Lisa con ‘Le Navi’: “Ho scritto questa canzone pensando alla donna che poi è diventata mia moglie. Permettemi di dedicarla a lei perché quel viaggio che iniziammo insieme va ancora avanti”. Ma i compagni di viaggio non finiscono qui, sono praticamente tutti sul palco con lui. Lì invita a poco a poco e con tutti ripercorre un pezzo di quella storia che hanno scritto insieme. Tra loro c’è Simone, il primo batterista della sua band, per suonare insieme ‘Il flamenco della doccia’. Poco dopo è la volta di ‘Bove’ cantante degli ‘Otto ohm’ per risentire ancora una volta la romantica ‘A me ricordi il mare’. Dopo due ore di festa ci si avvia verso la fine che non poteva che essere un graduale crescendo di emozioni: ‘Il mio nemico’, ‘Occhi da orientale’, ‘Testardo’ (con i grandi e piccoli di Capannelle che esplodono al ‘mortacci tua’) e ‘Cohiba’ a concludere, prima dei saluti e dell’abbraccio del suo popolo. Prima dell’arrivederci, un messaggio sociale e un impegno concreto: “Il 5 agosto faremo un raduno a Vulci che si chiamerà ‘Every child is my child’ per ricostruire una scuola tra la Turchia e la Siria”. “Noi artisti tra i privilegi che abbiamo, c’è quello di dare voce a queste iniziative e alle parole far seguire i fatti”.