Manuel Agnelli porta il suo “Ossigeno” su Rai 3

Un viaggio sorprendente attraverso le connessioni tra la parola scritta e cantata, le immagini, il ricordo, le storie personali

manuel agnelli ossigenoROMA – Da giovedì 22 febbraio, in seconda serata su Rai3,  Manuel Agnelli porta il suo “Ossigeno”. Un viaggio sorprendente attraverso le connessioni tra la parola scritta e cantata, le immagini, il ricordo, le storie personali.

Cinque puntate in seconda serata, costruite attorno a temi ispirati dai protagonisti in studio, con l’obiettivo preciso e dichiarato di utilizzare la musica come strumento per realizzare un programma dove si suona musica al di fuori del comune, ma che va oltre la musica.

Molti infatti i protagonisti che lo accompagneranno nel percorso: rockstar internazionali e grandi firme della musica italiana, scrittori, attori, performer, personaggi di culto. Tra i molti ospiti del programma ci sono Paolo Bonolis e Claudio Santamaria, scrittori come Paolo Giordano, cantanti della scena internazionale come Joan As Police Woman e cantanti italiani come Vasco Brondi.

L’identità sessuale, il pregiudizio, la provocazione fino all’estremo, la rabbia, il cinema, la letteratura, l’arte, il confronto con gli altri e con se stessi, saranno alcuni dei temi di discussione delle varie puntate. Ossigeno sarà anche l’occasione per raccontare il nostro paese attraverso le città che occupano un posto centrale nella geografia culturale e musicale italiana, come Torino, Bologna, Milano.

Le esibizioni musicali saranno naturalmente il controcanto alla parte di talk. Così come avviene con le parole, Manuel Agnelli si racconterà in musica e le sue performance avranno il crisma dell’unicità e della sorpresa e il tocco, alla direzione musicale, di Rodrigo D’Erasmo, musicista, compositore, polistrumentista e  membro storico degli Afterhours.

Le puntate si svolgono presso Il Lanificio di Roma, un club molto simile a quelli in cui Manuel ha cominciato il suo percorso di musicista, situato in una zona post industriale, diventata una sorta di distretto romano della creatività. Un luogo quindi con una sua forte personalità che, come tutto il programma, si sottrae alle convenzioni del linguaggio televisivo.