Giulia Ananìa, nello zaino tanti progetti e nella testa tante parole

ROMA – Capelli color oro, occhi di ghiaccio, intensa, innamorata della musica e penna interessante. Lei è Giulia Ananìa.

Classe 1984, romana, cantautrice, paroliera, poetessa. L’abbigliamento preferito di Giulia sono le sue rime e la sua creatività. All’età di 14 anni inizia a scrivere canzoni. Nei suoi brani racconta con un lirismo cinematografico l’Italia di oggi e di ieri, la sua bellezza e le sue contraddizioni, le lotte sociali ma anche l’amore, i sogni e le disillusioni della sua generazione.

Con la musica popolare italiana nel cuore e l’amore per la scena indipendente americana, prendendo spunto dagli stili di entrambe, canta con voce graffiante e intensa – melodie dirette con una vena talvolta rock talvolta caratterizzate da sfumature più acustiche, trasognate e melanconiche. Al centro della sua ricerca artistica ci sono i testi, che come piccole sceneggiature di film amano descrivere con un linguaggio poetico la nostra epoca.

Giulia scrive per se stessa…

Dopo l’esperienza al Festival di Sanremo nel 2012 con il brano La mail che non ti ho scritto e la pubblicazione dell’EP uscito per Universal che porta il suo nome, Giulia Ananìa torna a parlare in prima persona con un nuovo album intitolato Come l’oro, uscito il 22 aprile 2017 con Believe Distribution Services Italia.  Il primo esempio di urban-pop music italiano. Nel disco si sfiorano temi importanti, raccontati con poesia e leggerezza pop, in un mondo sonoro originale. Si parla di integrazione, di periferie e di nuove società multietniche, degli zombie dei sabati sera, dei morti sul lavoro e del tentativo di rimanere puri come artisti, ma si parla anche tanto dell’amore e della difficoltà, al giorno d’oggi, di lasciarsi andare ai sentimenti.

Le otto canzoni dell’album si intersecano alle voci di una città immaginaria vissuta da anime diverse, tutte così vicine, ma spesso sole. Queste anime sono raccontate dalle “poesie al telefono” scritte da Giulia Ananìa e dallo street poet Er Pinto che fanno di “Come l’oro” anche un audiolibro, o se vogliamo, un film ad occhi chiusi.

Scritto e prodotto da Giulia tra Dublino, Berlino, Milano e Roma insieme ai due produttori Matteo Cantaluppi e Marta Venturini, il disco vede coinvolti anche tanti ospiti e amici: l’attore Francesco Montanari, il rapper Lucci, il poeta anonimo Er Pinto, Coez, la voce di Michele Botrugno e le sonorizzazioni urbane del dj Stefano 66K De Angelis.

…ma anche per gli altri

I suoi testi sono stati cantati  da artisti conosciutissimi dal grande pubblico: “Luna e l’altra” , “Io di te non ho paura’” di Emma Marrone, “Fatti bella per te” di Paola Turci ,  “La soluzione” di Laura Pausini e “Differente” di Nek sono solo alcuni dei brani di successo che portano la firma di Giulia Ananìa.

Ai nostri microfoni ha raccontato i suoi progetti musicali, le sue poesie e un appuntamento live molto speciale: Giulia Ananìa sarà tra gli artisti che apriranno il concerto di Laura Pausini al Circo Massimo a Roma il 22 luglio. “Per me è un onore aprire il suo concerto. Sul palco porterò Le stelle cadono e Come l’oro“, ha raccontato la cantautrice.

 

L’intervista

 

Gli appuntamenti live di Giulia Anania

22 luglio – opening act concerto Laura Pausini al Circo Massimo di Roma

2 agosto – Eremo Club di Molfetta

4 agosto – Festival Troia Teatro a Troia in Puglia

  

Giulia Anania sul web

Sito web: www.giuliaanania.it

Facebook: @giulia.anania.7

Facebook: Bella Gabriella

Instagram: giulia_anania

 

 

Come l’oro, la tracklist

01. Come fa questa città
02. L’amore è un accollo – poesia al telefono di G. Ananìa
03. Come l’oro
04. Il Gelato – poesia al telefono di G. Ananìa
05. Dimmi che è vero quando piangi
06. Pagine di Er Pinto – legge F. Montanari
07. RomaBombay
08. Le stelle cadono
09. Goccia di Er Pinto – legge M. Botrugno
10. Dove vanno gli amori quando finiscono
11. Figlia di V. Ananìa – legge M. Botrugno
12. Se ti ho mancato amore
13. Il muratore di V. Ananìa – legge M. Botrugno
14. Il Volo feat Lucci
15. La notte (last coin) – poesia al telefono di G. Ananìa – legge F. Montanari

 

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