Dieci anni senza Amy Winehouse, sei andata via troppo presto

9 canzoni per ricordare un talento unico, fragile e indimenticabile

Come è possibile che non ci sia più? Come è possibile che un talento così autentico non possa più regalarci la sua musica? Com’è possibile che il 23 luglio del 2011 i mezzi di informazione ci abbiano annunciato ‘Amy Winehouse non c’è più, è morta’? A volte il destino è davvero beffardo e vorresti prenderlo a pugni, ma non ci riesci. Eppure abbiamo dovuto sopportare e accettare che Amy Winehouse, la sua anima fragile, la sua voce graffiante e struggente, quel suo fare un po’ annoiato, i suoi capelli cotonati, quel suo sguardo smarrito con un marcato eyeliner nero e quel suo essere innocente e sfacciata non ci siano più.  Un’altra leggenda della musica internazionale entrata a far parte del ‘Club dei 27‘ insieme a Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin e Kurt Cobain. Artisti accomunati da una morte precoce e da canzoni che hanno fatto la storia della musica e che non scorderemo mai. 

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Amy Jade Winehouse, nata a Londra il 14 settembre del 1983, regina del ‘soul bianco’, vincitrice di cinque Grammy Award, un duetto con Tony Bennett in Body and Soul e una vita di eccessi tra alcol, droghe e relazioni sentimentali tossiche. Quella ragazzina di Camden che amava gruppi come The Ronettes è riuscita in poco tempo a riportare in vetta alle classifiche la musica jazz e soul, rivoluzionando la discografia e spianando la strada a molti colleghi e a molte colleghe del calibro di Adele e Duffy. Faceva sembrare semplice cantare come lei, ma quando apriva bocca ci faceva rendere conto che noi avremmo potuto cantare solo sotto la doccia (e forse nemmeno lì, bisogna essere onesti!). Lei non aveva bisogna di niente sul palco. Nessuna coreografia, nessun lustrino, niente di niente. Solo lei, la sua voce (che sa graffiare il cuore), la sua asta, il suo microfono pronta a portarti nel suo mondo con la sua fragilità e la sua paura per quel mondo che forse non ha saputo tenderle una mano. Amy sei andata via troppo presto. Di te ci restano quei tuoi occhi persi e curiosi e la tua discografia disarmante attraverso cui c’è tutta la tua anima.

Anche il cinema ha raccontato l’artista. Nel 2015 è uscito il documentario della Bbc Amy di Asif Kapadia che ripercorre la vita tumultuosa e tormentata della straordinaria Winehouse. Sempre dall’emittente britannica sta per uscire Reclaiming Amy a cura di Mark Savage, che ha raccolto i racconti della mamma Janis e del padre Mitchel, materiale inedito, foto e interviste, scegliendo come set il Camden’s Jazz Cafe, dove Amy si è esibita spesso. 

AMY WINEHOUSE, 9+1 CANZONI PER RICORDARLA 

STRONGER THAN ME

IN MY BED

REHAB

YOU KNOW I’M NO GOOD

ME & MR. JONES

BACK TO BLACK

LOVE IS A LOSING GAME

TEARS DRY ON THEIR OWN

JUST FRIENDS

BODY AND SOUL CON TONY BENNETT

 

 

2021-07-24T09:48:29+02:00