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Non solo rap: Piotta racconta i suoi “Nemici”

ROMA – Non solo rap. E’ una carriera dalle mille sfaccettature quella di Tommaso Zanello in arte ‘Piotta’, che dagli anni ’90 continua inarrestabile la sua corsa nel mondo della musica. Rapper, musicista, produttore e scrittore, sono tanti gli impegni dell’artista romano che negli anni ha creato un suo percorso personale, alternativo e mai scontato.

Un lavoro premiato dalle vendite e dalla critica, sempre diverso per stili e argomenti. Quella di Piotta è una carriera basata sul duro lavoro, fatta di tanta gavetta e schivando le scorciatoie perché alla fine ” se sei bravo uno viene fuori con il suo stile”. Da qui il titolo del suo ultimo e ottavo album “Nemici” una vera e propria risposta alla ‘provocazione’ dei talent che da quindici anni dettano le loro regole in maniera arrogante e dittatoriale. “Spero che nessuno vada fare i talent – afferma Piotta a diregiovani.it – finora i nomi usciti sono quattro o cinque a fronte dei cinquantamila provinati che saranno tutti dallo psichiatra”.

piotta” Per poter decidere da solo e velocemente il da farsi e per assecondare il carattere vulcanico” nel 2005 Piotta fonda la Grande Onda la sua etichetta indipendente con cui produce più realtà sonore in particolare hip hop e reggae. Così facendo “ho deciso di rendermi utile per gli artisti più giovani ancora acerbi ma dal grande potenziale, producendo i loro album”.

Definito da molti simbolo del rapper romano, Piotta accetta con riserva questa ‘nomina’ perchè “Roma è talmente grande e così diversa da una parte all’altra che non credo che possa esistere un solo simbolo di niente, dal cinema alla cucina passando per la cultura siamo tanti e molto diversi e ben venga questa diversità perché racconta una città di 5 milioni di abitanti”.

Da attento osservatore della quotidianità e soprattutto da cittadino romano, Piotta ha le idee ben chiare anche su Matteo Salvini che pochi giorni fa in merito alle vicende di ‘Mafia Capitale’ ha definito la città di Roma “ridicola”. “Quando salvini parla ho sempre i brividi perché spara sentenze, ma mi chiedo da quale pulpito. Quello che pensa su Roma m’interessa relativamente e spero che la Lega non governi mai questa città altrimenti sarei pronto ad un esilio forzato”. Un periodo molto confuso quello della città di Roma scossa dalle dimissioni poi revocate del sindaco. Alla domanda Marino si, Marino no Piotta rispode “Ni. Temo che il sindaco sia stato vittima delle energie che ha smosso e dei poteri che ha scosso e che non abbia avuto il cinismo e l’astuzia per non farsi fregare”.

Presto Piotta sarà impegnato con il suo nuovo tour. Il 18 dicembre sarà al Monk di Roma “per festeggiare il Natale e farci gli auguri tutti insieme”.