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X Factor 11, Maionchi VS The Noiserz: scontro di idiomi. La replica della band

Maionchi VS The NoiserzNAPOLI  – C’e’ grande entusiasmo per i The Noiserz dopo la prima puntata di X Factor 11 trasmessa su Sky nella serata di ieri, 14 settembre. Il morale è alle stelle e non solo per i quattro “si'” ottenuti dai giudici. Oggi, la band electro-rock nata a Sant’Anastasia in provincia di Napoli, è sulla bocca di tutti grazie all’intervento a gamba tesa di Mara Maionchi.

Maionchi VS The Noiserz

Quando Domenico Ardizio, Antonio Falanga, Thomas Mollo e Vincenzo Ceriello si sono presentati sul palco della trasmissione pronunciando il loro nome, The Noiserz, il giudice più esperto del talent si è lanciata in una vera e propria invettiva contro la lingua inglese. “Perche’ non vi siete chiamati I Cavalli invece di The Noiserz del cazzo?”, ha esclamato. “Scusate, ma questa cosa dell’inglese inizia a rompermi i coglioni. Siamo in Italia. Noi dobbiamo prima sopravvivere qui, poi tentare di fare qualcosa all’estero. Gli inglesi – ha continuato Maionchi – ci massacrano. La globalizzazione ci ha mandato a casa con la musica. Dobbiamo combattere”. Alla fine del “teatrino”, la musica ha prevalso e la band ha raccolto i “si'” di Fedez, Manuel Agnelli e Levante e il “Siete bravi, che palle” della Maionchi.

Un successo quello delle audizioni che, confida alla Dire, Domenico Ardizio, voce e piano della band, “si respira in un clima di grande competitività perchè le proposte che ci sono al momento a X Factor sono tutte molto valide. I  giudici sono tutti molto agguerriti, in particolare Mara Maionchi come tutti hanno avuto modo di vedere. Noi ci sentiamo molti carichi e pronti a sfondare in questa nuova avventura”. Quella dei quattro si’, continua emozionato Domenico, “è stata una gioia e un’euforia indescrivibile. Un qualcosa che speravamo tantissimo di riuscire a fare, un primo obiettivo per noi importantissimo e ci siamo riusciti”.

The Noiserz, Fedez ha le idee molto chiare

Sui giudici e sulla loro destinazione a capo di una delle quattro categorie in gara i The Noiserz non hanno dubbi. “A me piace molto Fedez, spiega ancora Domenico, perchè ha le idee molto chiare sull’industria discografica italiana in questo momento e quindi sa bene come indirizzarti. Però – continua il giovane musicista – non disprezziamo nessuno dei giudici perchè la giuria è composta da persone meritevoli e ricche di esperienze. Ognuno di loro sa esattamente cosa fare”.

Maionchi VS The Noiserz, spunta il dialetto napoletano

Facendo un breve passo indietro e tornando alla disputa sugli idiomi il front man del quartetto ci tiene a precisare che “ciò che ci ha detto Mara Maionchi non ci ha per nulla fermato. Eravamo carichi e abbiamo portato fieramente il nostro pezzo in inglese. A Mara Maioinchi, come si dice a Napoli, riconosco “a faccia mia sott e pier vuost”. È uno di quei personaggi che con la musica ha fatto la storia soprattutto in Italia. Capiamo appieno il suo punto di vista, ovvero che l’italiano piano piano sta morendo e che ha bisogno di rinascere. Noi, dal nostro punto di vista, sul palco, volevamo esprimere anche la nostra opinione ma televisamente si sa lei e’ una forza e noi la stimiamo molto anche per questo, oltre che per quello che rappresenta in campo musicale”.

The Noiserz, l’inglese per meglio comunicare

“Non denigriamo assolutamente l’italiano e quello di scrivere in inglese e’ solo una scelta stilistica. Ultimamente però stiamo dedicando molto tempo a progetti in italiano che ci permettano di sperimentare nuove strade. Tutte le volte che scrivo un pezzo – chiarisce Domenico, che ci tiene a sottolineare come ogni brano sia il frutto dell’intero collettivo – in inglese penso sempre alla possibilità di internazionalizzare un messaggio, un testo”. È questo l’unico fattore determinante sulla scelta della lingua, l’idea di poter far giungere il “pensiero” dei The Noiserz il piu’ lontano possibile.

The Noiserz, Escape il primo Ep

Il quartetto napoletano questa estate ha pubblicato il suo primo EP dal titolo ‘Escape’. Il disco e’ una fotografia dell’attuale maturità raggiunta dal giovane quartetto (tutti meno di vent’anni) che miscela sapientemente elettronica e pop con occhio di riguardo alla scena musicale americana e inglese.