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Cecilia e la sua arpa con Max Gazzè sul palco dell’Ariston

Roma – Sono passati quasi due anni da quando diregiovani ha incontrato e intervistato Cecilia, l’artista torinese che con la sua arpa conquista da anni il pubblico d’Italia.
Giovane e bella sarà lei l’arpista che – insieme all’orchestra Rai – accompagnerà Max Gazzè sul palco dell’Ariston in occasione della prossima edizione del Festival di Sanremo in programma dal 6 al 10 febbraio. Il brano con cui il cantautore romano si presenta in gara è “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, una storia d’amore senza tempo e senza ostacoli che sarà accompagnata dalle melodie eteree della giovane arpista torinese. Con un disco all’attivo e il secondo in lavorazione, molte collaborazioni nazionali e internazionali, Cecilia scrive in inglese e in italiano sperimentando nuove possibilità espressive che portano nel mondo del pop il connubio tra la sua voce e l’arpa.

Sono giorni “felici e nuovi” per Cecilia, che non la smette di esternare gratitudine a Max Gazzè per aver voluto questo strumento “amorevole” sul palco. Tanti la incontreranno per la prima volta sul palco dell’Ariston in veste di strumentista ma chi già conosce Cecilia sa che le sue sonorità spaziano tra il pop e l’elettronica e che oltre ad abbracciare l’arpa sa cantare e incantare. C’è un pubblico che la segue da tempo, in molti l’hanno scoperta agli opening dei live di Levante, Marta sui Tubi, Niccolò Fabi e Cristina Donà

Cecilia rimane affascinata da un’arpa nel 1994 quando, a 5 anni, la vede in TV.
Nel 1998 scrive una lettera a Babbo Natale senza alcuna intestazione ed un unico contenuto: “ARPA”. Lo strumento arriva e due anni dopo Cecilia viene ammessa al Conservatorio di Torino. Studentessa ribelle, ma talentuosa e curiosa, coltiva il gusto per la sperimentazione, cercando di slegare l’arpa dall’immagine classica ad essa associata. A 15 anni entra nell’orchestra diretta dal jazzista Furio di Castri e nel coro del Conservatorio. Così Cecilia scopre di saper cantare e inizia a farlo suonando la musica che ama. Il debutto live avviene nel 2005 durante la Festa dell’Unità di un paesino sconosciuto a Google Maps, ma sicuramente nella Val Varaita. Ottenuto il diploma al Conservatorio, Cecilia “fugge” a Los Angeles e si mantiene suonando busking. Tre mesi dopo torna a Torino da dove riparte scegliendo questa volta la vita da marinaio: si imbarca otto mesi per “allietare” le orecchie dei turisti in crociera. Lì capisce che ≪fare male quello che si ama è terribile≫, ma quest’ esperienza le permette di conoscere tanti posti (dall’India alla Cina, dal Mediterraneo alla Penisola Arabica) e arricchirsi di volti e storie.