spazio e scienza

Tiangong-1, il rientro sulla Terra previsto alle 2.39 del 2 aprile

Aggiornamento 1 aprile, ore 20.40

Da marzo 2016 Tiangong 1 ha iniziato una lenta e progressiva discesa sulla Terra. La stima dell’Agenzia spaziale italiana di rientro in atmosfera, soggetta a variazioni in funzione dell’evoluzione del flusso solare e tempeste geomagnetiche, prevede come data nominale il 

2 aprile 2018 alle ore 00:39 UTC (02: 39 ora italiana del 2 aprile 2018) con incertezza e intervalli di confidenza (cioé intervalli di probabilità) pari a:

± 2 ore con intervallo di confidenza 80%;
± 4 ore con intervallo di confidenza 95%


All’interno di questo arco temporale, le finestre di interesse per l’Italia, al momento riguardano il potenziale coinvolgimento delle regioni: Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Rispetto alle ipotesi precedenti, invece, si possono escludere le regioni: Liguria ed Emilia Romagna.


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Consigli
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1 – Non appena si conoscerà l’area di impatto, la Protezione Civile informerà la popolazione
2 – Dal primo allarme, ci saranno due ore di tempo. Se vi trovaste nell’area di impatto, allontanarsi ed evitare di restare all’aperto o davanti alle finestre.
3 – La velocità di entrata in atmosfera sarà di 29.000 Km/h circa, l’arrivo a terra sarà superiore alla velocità del suono che è di circa 1.200 Km/h. Anche un oggetto di pochi mm sarà pericoloso come un proiettile di mitragliatrice da combattimento pesante.
4 – Qualora ci si trovasse in prossimità di un relitto o di un oggetto metallico in caso di localizzazione di oggetti precipitati al suolo, contattare immediatamente le Autorità.
5 – I materiali al suolo saranno incandescenti, alcuni materiali sono di natura tossica. Esporsi al relitto o ai detriti della stazione può significare ustionarsi o rischiare reazioni cancerogene, quindi si raccomanda di non toccarli, non raccoglierli e di tenersi lontano da essi entro una distanza di 20 metri. 
6 – Ove possibile presidiare l’area a distanza di sicurezza e impedire a curiosi di avvicinarsi nei punti d’impatto fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

RACCOMANDAZIONI DELLA PROTEZIONE CIVILE 
Norme di autoprotezione
Ricordiamo che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi.

Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di autoprotezione qualora si trovi nei territori potenzialmente esposti all’impatto:

• è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

• i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

• all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

• è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;

• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.