“Il linguaggio delle emozioni” all’Istituto Sinopoli di Roma

Roma – La nostra è l’era della comunicazione, non abbiamo mai avuto nella storia così tanti strumenti e mezzi per comunicare, ma ciò non fa di noi degli abili comunicatori. Eppure la capacità di comunicare non è mai stata così importante quasi da essere un requisito fondamentale in questa società.
E’ con questo spirito che la professoressa Paola Spinelli ha organizzato un incontro questa mattina con gli studenti dell’Istituto Comprensivo Sinopoli-Ferrini di Roma dove è intervenuto l’esperto in comunicazione Claudio Calì.


Una lezione che si trasforma in un viaggio divertente ed efficace, durante il quale i ragazzi hanno potuto apprendere alcune tecniche fondamentali per migliorare se stessi nelle relazioni quotidiane, private e professionali. Perché saper vivere le emozioni altrui e le proprie significa riuscire a vivere meglio.
“Non comunicare è impossibile – racconta alla Dire Claudio Calì – già solo per il fatto di esistere si comunica, prendendo atto di questo dobbiamo cercare di comunicare nella migliore maniera possibile. Purtroppo al giorno d’oggi la comunicazione attraverso le emozioni è cosa rara anche i grandi comunicatori a volte si dimenticano delle emozioni. Invece riuscire a comprendere, mettendosi nei panni degli altri, è fondamentale per chiunque comunichi dal cittadino al politico, all’economista, allo studente. Insegnando ai ragazzi l’empatia si cerca anche di combattere la piaga del bullismo, che ha causato troppe vittime, perchè non si combatte con l e parole, ma con i fatti e i fatti sono quelli di insegnare le emozioni ai ragazzi.”
“La scuola Sinopoli – ha dichiarato la professoressa Paola Spinelli all’agenzia Dire – ha pensato bene di intraprendere un percorso laboratoriale sui linguaggi e il primo incontro è proprio sulla comunicazione emozionale perchè stiamo perdendo di vista la possibilità di comunicare le emozioni attraverso il linguaggio verbale della parola e anche quello non verbale come il linguaggio del corpo, la mimica facciale, lo sguardo.”
L’Oxford Dictionary che ogni anno premia la parola più usata nel web, nel 2013 aveva premiato il termine selfie, per la prima volta l’anno scorso ha premiato non una parola, ma un emoticon. Infatti face with tears of Joy, cioè la faccina che piange dalle risate, ha battuto tutte le altre come dimostrano le ricerche di SwiftKey che indicano come l’emoticon che ride rappresenta il 20% del totale degli emoticon che usiamo. Un fenomeno che per i più giovani, i nativi digitali e i millenial generation, può rappresentare un modo per veicolare emozioni senza l’uso delle parole.
“Sembra che gli emoticon – continua la professoressa Spinelli – possano esprimere, rapprensentandoli, ogni stato d’animo e allora per prevenire questa forma nuova di analfabetismo emotivo si è pensato di organizzare un percorso che si snodi attraverso questo tipo di incontri.”